|
Ven - Giugno 17, 2005
 Zio
Steve è apparsoalla Stanford University nei giorni scorsi per il messaggio
augurale ai neo-laureati. In questo Special la traduzione del discorso curato da
Macity.
|
|
Lo scorso 12 giugno è stata la giornata
speciale per i laureandi di Stanford, una delle più famose università
al mondo, con sede nel cuore della Silicony Valley. Ma è stata anche la
giornata speciale di Steve Jobs, invitato a tenere il
commencement
address, il discorso augurale per i
neo-laureati. Una occasione unica per raccontare se stesso, che Jobs ha colto
con inedita sincerità, come potrete vedere qui di seguito, leggendo il
testo integrale dell'intervento. Sul sito di Stanford è disponibile anche
la
versione originale e un breve
video in streaming della parte finale dei discorso. Ecco il testo
integrale, in italiano:Sono
onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori
università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la
verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai
capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente
di eccezionale: solo tre
storie.La prima storia
è sull'unire i
puntini.Ho lasciato il
Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in
maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora,
perché ho mollato?E'
cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane
studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva
con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo
che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato
e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all'ultimo minuto che
avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i
miei genitori adottivi e che erano in lista d'attesa, ricevettero una chiamata
nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto,
non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia
madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e
che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le
ultime carte per l'adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei
genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al
college.Diciassette anni
dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di
Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione
e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità.
Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come
il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti
quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la
loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato
bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo
che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'attimo che
mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi
interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più
interessanti.Non è
stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel
dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei
amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote
per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta
la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la
città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l'unico
della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e
la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito
un esempio.Il Reed College
all'epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente
alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni
cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato
i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per
imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san
serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di
lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu
meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire,
perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente
affascinato.Nessuna di
queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica
nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il
primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac.
E' stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica.
Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel
singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di
gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato
che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun
personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college,
non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona
computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che
invece hanno. Certamente all'epoca in cui ero al college era impossibile unire i
puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni
dopo, quando ho potuto guardare
all'indietro.Di nuovo, non
è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli
guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo,
nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro
ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di
approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza
nella mia vita.La mia
seconda storia è a proposito dell'amore e della
perditaSono stato
fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io
abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo
appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta
da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di
dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato
la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30
anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati
dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto
qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda
insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le
nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto
uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò
dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello
che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero
devastato da questa
cosa.Non ho saputo davvero
cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di
imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era
stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver
rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi
anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma
qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che
avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit
questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi
di ricominciare da
capo.Non me ne accorsi
allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior
cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata
dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su
niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei
periodi più creatvi della mia
vita.Durante i cinque anni
successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata
Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia
moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione
digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di
successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha
comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT
è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una
meravigliosa famiglia.Sono
sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato
da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per
il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non
perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto
dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel
che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il
vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo
per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon
lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se
ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto
il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le
grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano.
Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi
accontentate.La mia terza
storia è a proposto della
morteQuando avevo 17 anni
lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni
giorno come se fosse l'ultimo, sicuramente una volta avrai ragione". Mi
colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni
mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia
vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta
è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve
essere cambiato.Ricordarsi
che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai
incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose
- tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di
essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all'idea
della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante.
Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per
evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere.
Siete già nudi. Non c'è ragione per non seguire il vostro
cuore.Più o meno un
anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle
sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio
pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero
che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che
sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il
codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa
prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti
avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri
che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il
più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi
"addio".Ho vissuto con il
responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la
biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio
giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire
un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto
anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici
hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare,
perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto
raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l'intervento chirurgico e
adesso sto bene.Questa
è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che
sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso
posso parlarvi adesso con un po' più di cognizione di causa di quando la
morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:
Nessuno vuole morire.
Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per
andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in
comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere,
perché la Morte è con tutta probabilità la più grande
invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Spazza via il
vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non
troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi
dispiace essere così drammatico ma è la pura
verità.Il vostro
tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro.
Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del
pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui
offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate
il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo
loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è
secondario.Quando ero un
ragazzo c'era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog,
praticamente una delle bibbie della mia generazione. E' stata creata da Stewart
Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto
il suo tocco poetico. E' stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal
computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da
scrivere, forbici e foto polaroid. E' stata una specie di Google in formato
cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e
sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Stewart e il suo gruppo
pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla
fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la
metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell'ultima pagina
del numero finale c'era una fotografia di una strada di campagna di prima
mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei
tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: "Stay Hungry. Stay
Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay
Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che
vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.
Stay Hungry. Stay
Foolish.Grazie a
tutti.Traduzione a cura di
Antonio Dini per Macity (Grande)
|
Pubblicato @
03:50 p.
|
Pubblicato in
" "
|
|
|
|