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    Mar - Marzo 29, 2005

    Il progetto è di un consulente informatico, un giornalista tv e un assistente. Tutti e tre italiani. Adesioni da tutto il mondo. 

    LA Casa Bianca ormai le conferenze stampa non si fanno senza che ci sia un blogger. E i network vanno cauti con gli scoop dopo che l'anno scorso un blog ha polverizzato la notizia dell'imboscamento di Bush al servizio militare lanciata dalla Cbs scoprendone la falsità, e facendo dimettere il direttore del notiziario. E i blog fanno questo e molto di più: per capirli meglio sta per arrivare un film su di loro, interpretato da loro, e da loro realizzato e diffuso. Si chiama "theweblogproject", e ha già raccolto centinaia di adesioni. In tutto il mondo. Le menti sono tre esperti di internet e nuove tecnologie made in Italy: Robin Good - alias Luigi Canali De Rossi - Marco Montemagno, e il regista Massimo Stella.

    Consulente di Microsoft il primo, giornalista televisivo per Sky e assistente universitario alla Cattolica di Milano il secondo, con "una gran voglia di far conoscere al mondo le potenzialità di questo strumento rivoluzionario che sta soppiantando la supremazia di agenzie stampa e televisioni che adesso devono molte delle loro primizie giornalistiche proprio alla blogosfera", dice entusiasta Montemagno.

    I blog infatti hanno segnato la nascita del grass root journalism, ovvero del giornalismo che viene dalla gente comune, che invece di contattare le solite agenzie stampa - cosa per altro non molto semplice - preferisce dare le proprie informazioni ai blog, "come è accaduto ad esempio dopo il disastro thailandese dello Tsunami", continua Montemagno, "quando milioni di persone si affidarono ai blog per dare notizie di sé o apprenderne sui propri cari". Cosa che dimostra quanto il mezzo sia diffuso, anche se basterebbe pensare che sia Bush che Kerry in campagna elettorale avevano i propri, e un candidato come Howard Dean riuscì a raggranellare la bellezza di 42 milioni di dollari tramite internet e blog.


    "Siamo arrivati ad un punto in cui la logica dell'informazione sta invertendo i suoi ruoli e il blog arriva per primo sulla notizia", spiega Montemagno. Ma non solo di giornalismo si parlerà, "perché i blog agiscono in sfere molto diverse tra loro. Oltre ad essere dei media informativi (come il visitatissimo http://boingboing.net), si occupano anche di politica, business - la General Electric ha messo in piedi un blog tutto suo - viaggi, con persone da tutto il mondo che con il solo cellulare aggiornano con foto e notizie il proprio blog mettendo in crisi le agenzie", e la moda, perché tra i vari partecipanti all'iniziativa c'è anche Anina, una modella norvegese che ha il suo (http://anina.typepad.com/anina) dove racconta in tempo reale retroscena e curiosità sul suo mestiere.

    I tre italiani, da veri puristi, hanno deciso di agire solo tramite internet. Produrranno, organizzeranno e distribuiranno il tutto sulla rete, invitando chiunque voglia a partecipare. Il sito dell'iniziativa - www.theweblogproject.com - è già stato visitato da migliaia di persone, molte delle quali si sono candidate per essere inserite nella top 20 dei blogger. Perché il team ha intenzione di andare a trovare venti tra i blogger più seguiti del mondo, spaziando tra i cinque continenti per far conoscere lo stato del mezzo non solo negli Usa, ma anche in Giappone, dove intervisteranno Joi Ito (http://joi.ito.com), notissimo blogger giapponese, andando a scovare anche personaggi che agiscono da Asia e Africa.

    Oltre ai loro interventi, filmati con tanto di troupe al seguito, si potranno ammirare brevi clip selezionate tra quelli inviati da blogger di ogni provenienza, molti dei quali hanno anche inviato delle donazioni per finanziare l'impresa. I fondi infatti verranno da loro - in una settimana sono arrivati 1500 euro - e da una serie di sponsor che il sito ha individuato come possibili finanziatori, proponendo on line una lista che sta già diventando effettiva. Il budget sarà aggiornato in modo trasparente in tempo reale, e "tutto quello che avanzerà lo doneremo a Medici senza frontiere", assicura Marco Montemagno. Per scaricare il film - rigorosamente open source -, e che sarà pronto non prima di sei mesi, si potrà usare uno dei tanti sistemi peer to peer come quello di bit torrent (www.bittorrent.com), il cui creatore verrà interpellato dai tre italiani nel caso abbia nel cassetto qualche innovazione. "Vogliamo realizzare qualcosa che assomigli ai film documentari come Fahrenheit 11/9 di Michael Moore, o The corporation", afferma felice il team, "perché la nuova rivoluzione tecnologica passerà attraverso i blog".

    Articolo di Gaia Giuliani - La Repubblica.it  

    Pubblicato @ 03:23 m. | Pubblicato in "" |

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